La mostra è frutto di un accordo di collaborazione tra il Ministero della Cultura italiano che fa capo ad Alessandro Giuli e il Vice-Ministero della Cultura della Repubblica di Cipro guidato da Vasiliki Kassianidou e si inserisce tra le iniziative promosse in occasione della Presidenza cipriota del Consiglio dell’Unione europea 2026.
Curata da Anastasia Christophilopoulou, l’esposizione è stata realizzata dalla Direzione generale Musei del MiC e dall’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma insieme al Dipartimento per la Cultura Contemporanea di Cipro, con il contributo di un comitato scientifico internazionale composto da studiosi e rappresentanti delle principali istituzioni culturali italiane e cipriote.
Il percorso espositivo racconta le connessioni storiche e culturali nel Mediterraneo tra Cipro e l’Italia in una prospettiva storica di lungo periodo, con particolare attenzione alla Sicilia e alla Sardegna.
Attraverso oggetti e materiali archeologici provenienti da musei italiani e ciprioti, vengono esplorati i processi di scambio culturale, le rotte marittime e la trasmissione delle conoscenze, mettendo in luce dinamiche di interazione che, fin dalle fasi più antiche, all’alba della storia, hanno contribuito a definire l’orizzonte mediterraneo.