La mostra “Tyrrhenòs e Sardò. Principi etruschi e guerrieri nuragici: storia di due popoli e del mare che li unisce” nasce dall’alleanza tra la Fondazione Mont’e Prama e il Museo Archeologico Nazionale di Firenze, allo scopo di illustrare l’antichissima relazione stretta tra le due sponde del Mare Tirreno, che vide protagoniste la grande civiltà sarda all’epoca dei Giganti e la nascente potenza etrusca tra le età Villanoviana e Orientalizzante.
Una rete di contatti interculturali, all’alba del primo millennio, che gettò le basi per la cultura italiana ed europea, in un quadro mediterraneo più aperto alla mobilità e agli scambi di quanto si immagini oggi.
Nel percorso della mostra, il visitatore si sentirà trasportato nel mare, racchiuso tra la costa etrusca, dove oggetti di produzione sarda furono importati in contesti funerari etruschi tra X e VII secolo a.C., e l’isola “dalla vena d’argento” (come i Greci soprannominarono un tempo la Sardegna), dove numerosi materiali etruschi sono il documento di un’antica consuetudine e permeabilità culturale.
Le navicelle di bronzo sarde trovate in Etruria – tra le quali la più bella dalla Tomba del Duce di Vetulonia – sono il segno concreto di quella frequente navigazione che congiungeva popoli diversi in una cornice culturale comune.
Infine, l’incontro tra la grande scultura monumentale sarda, rappresentata dai Giganti di Mont’e Prama, e la scultura etrusca delle origini, rappresentata dalle statue di Casale Marittimo e di Vetulonia, mostra ancora una volta l’aspetto umano delle immagini del passato, con una insospettata condivisione dei modi di vivere e di sentire, che ancora oggi ci coinvolge e commuove al di là della barriera del tempo.
Sarà la battaglia del Mare Sardo del 535 a.C. tra i Greci di Focea e una flotta etrusca e cartaginese a stabilire i nuovi equilibri nel Tirreno. Questi ultimi, vittoriosi, si spartiranno le rispettive aree di influenza e da questo momento la Sardegna diverrà progressivamente una colonia cartaginese. L’esposizione dimostra come la Sardegna, in quanto isola, non è mai stata isolata, ma è stata da sempre protagonista di una rete culturale mediterranea, alla quale ha contribuito attivamente sin da epoche remote.