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Sarcofago degli sposi


biografia dell'opera
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Nome dell'opera
Sarcofago degli sposi
Tipologia
urna cineraria
Datazione
530-520 a.C.
Collocazione
Sala 12

Luogo di produzione
Cerveteri
Provenienza
Cerveteri
Contesto di provenienza
Necropoli della Banditaccia, zona est

Materiale
terracotta policroma
Tecnica
plasmata a stampo e a mano
Dimensioni in cm
H 140; Lungh. 202

Numero d'inventario
6646
Data di acquisizione
9 ottobre 1893 (rinvenimento 1881)

Ricomposto da circa quattrocento frammenti, il Sarcofago degli sposi è in realtà un’urna destinata ad accogliere i resti materiali dei defunti.
Plasmata a tutto tondo, l’opera rappresenta una coppia di coniugi distesi su un letto (kline) con il busto sollevato frontalmente nella tipica posizione del banchetto. L’uomo cinge con il braccio destro le spalle della donna, così che i loro volti dal tipico “sorriso arcaico” risultano vicinissimi; la disposizione delle mani e delle dita suggerisce l’originaria presenza di oggetti ora perduti, come una coppa per bere vino o un piccolo vaso da cui versare del prezioso profumo.
Gli Etruschi riprendono l’ideologia del banchetto dai Greci come segno di distinzione economica e sociale e richiamano l’adesione a questa pratica anche in ambito funerario, come testimoniano le frequenti scene di banchetto dipinte nelle tombe etrusche e il gran numero di oggetti legati al consumo del vino e delle carni rinvenuti nelle stesse.
È certo una novità rispetto al costume greco la presenza della donna accanto all’uomo in posizione del tutto paritetica, anzi con l’eleganza del suo abbigliamento e l’imperiosità dei suoi gesti la figura femminile sembra dominare la scena catturando tutta la nostra attenzione.

Approfondisci nella sezione Capolavori

R. M. Cosentino, “Il sarcofago degli sposi: dalla scoperta alla realtà virtuale”, in Anabases. Traditions et réception de l’antiquité, 24, 2016, pp. 27-41.

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