Busto di Apollo dal tempio Scasato I (IV sec. a.C.)
Si tratta di un altorilievo in terracotta modellato a mano e dipinto, rinvenuto intorno al 1888, di cui si conserva soltanto la parte superiore della figura ricomposta da più frammenti: restano il torso, le spalle e la testa, mentre sono perduti la parte inferiore del corpo e parte delle braccia. La figura, di dimensioni pari a circa due terzi del naturale, era raffigurata seduta con il volto rivolto verso destra.
Apollo appare sereno e idealizzato: fronte alta, naso diritto, labbra carnose e occhi ancora in parte conservati nei colori originali. Il corpo e il volto erano dipinti in rosso scuro, secondo una convenzione figurativa riservata ai personaggi maschili. I capelli, dipinti in tonalità scure, ricadono in grandi ciocche ondulate attorno al volto.
Il busto dell’Apollo testimonia il rapporto diretto dell’artista con la grande scultura greca del IV secolo a.C., in particolare con i modelli di Lisippo, Skopas e Prassitele. L’immagine del dio richiama per la capigliatura, la torsione del capo e lo sguardo rivolto in alto il cosiddetto tipo dell’Alessandro-Helios di Lisippo, ovvero un celebre ritratto in cui Alessandro Magno è rappresentato come il dio Sole.