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Etru a Casa - Villa Poniatowski

I giardini di Villa Poniatowski

11 Dicembre 2020

di Francesca Montuori

Quando il principe Poniatowski fa ristrutturare la villa suburbana fuori Porta del Popolo, chiede a Valadier di realizzare anche un ampio giardino nei terreni che si estendevano tra la villa stessa e via Flaminia, e tra l’attuale via di Villa Giulia fino quasi alle Mura Aureliane: per la prima volta Valadier realizza un giardino aristocratico d’ascendenza francese e mitteleuropea.

Veduta di Parco Lazienki a Varsavia, in “Poliorama pittoresco”, VI/1, Napoli 1841-42

Veduta di Parco Lazienki a Varsavia, in “Poliorama pittoresco”, VI/1, Napoli 1841-42

Il modello che Poniatowski gli chiede di seguire è quello del Parco Lazienki a Varsavia, trasformato da suo fratello - il re polacco Stanislao II Augusto - in una residenza estiva con viali alberati, belvedere, padiglioni e “capricci” architettonici.

Al di là degli edifici di servizio posti lungo via Flaminia, i giardini Poniatowski si aprivano con una grande esplanade, con ampi viali ornati di siepi, vasi, statue e frammenti antichi. Ma l’area su cui Valadier concentra il suo intervento è quella che fiancheggia la villa, adagiata sul pendìo della collina: qui realizza un giardino su due livelli, chiuso ai lati dalla cordonata d’accesso alla villa e da una gemella scalinata sul lato opposto.

Villa Poniatowski, incisione di P. Parboni, 1818, dettaglio. Fondo R. Lanciani, Roma, Istituto di archeologia e storia dell’arte.

“Prospetto delle fontane nel giardino de’ signori Boromei” in G. F. Venturini, Le fontane ne’ Palazzi e ne’ giardini di Roma con li loro prospetti ed ornamenti, Roma 1683.

“Prospetto delle fontane nel giardino de’ signori Boromei” in G. F. Venturini, Le fontane ne’ Palazzi e ne’ giardini di Roma con li loro prospetti ed ornamenti, Roma 1683.

La parte bassa era caratterizzata dall’acqua: ai lati due fontane con statue di fiumi, con ogni probabilità le stesse dell’incisione di Venturini del 1683, ma in una diversa posizione; e al centro una terza fontana con la statua di un Senatore Romano. A chiudere lo spazio, al livello superiore del giardino, una lunga promenade, la “Loggia delle delizie”, fiancheggiata da colonne ornate di festoni da cui si poteva godere della vista di Roma. I due livelli erano prospetticamente uniti grazie a una statua in una grande edicola aperta, al centro della promenade, in continuità con la fontana sottostante. Una soluzione questa che, in diverse forme e su diversa scala, Valadier svilupperà nel raccordare i giardini del Pincio con Piazza del Popolo.

Il tutto era ornato di marmi antichi: un testimone dell’epoca, il filologo danese Borge Thorlacius che si era recato nella villa per una passeggiata, nel 1827 scrive: “Ci deliziammo di sdraiarci all’ombra guardando i molti frammenti di cornici e capitelli che ora si usano come base per i vasi di terracotta”; ma poi aggiunge che “non è permesso agli artisti di eseguire dei disegni in questo luogo”, ed è forse per questo motivo che sono rarissime le immagini di Villa Poniatowski.

Nel 1822 il principe fu costretto a lasciare Roma per Firenze a causa di un grande scandalo per un’illegittima storia d’amore: la villa subì allora ulteriori trasformazioni, ma di questo parleremo la prossima settimana!

 

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