Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento del sito. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.

ok, ho capito

Etru a Casa - Throwback Thursday

L'antica Caere

4 Giugno 2020

di Alessia Argento

Oggi facciamo un viaggio alla scoperta dell'antica Caere (Cerveteri) riportata alla luce grazie agli scavi effettuati fra il 1908 e il 1934 sotto la guida di Raniero Mengarelli, direttore dell’Ufficio Scavi dei Mandamenti di Civitavecchia e Tolfa.

Cerveteri, Necropoli della Banditaccia, Scavi Mengarelli (1908-1934), Archivio fotografico ETRU, inv. 3618b

Cerveteri, Necropoli della Banditaccia, Scavi Mengarelli (1908-1934), Archivio fotografico ETRU, inv. 3618b

Sfogliamo il nostro album dei ricordi con alcune fotografie, prive di riferimenti cronologici puntuali, che documentano quegli scavi.

L’abitato antico di Caere occupava un pianoro tufaceo, circondato da una serie di aree destinate a necropoli che si estendevano su un territorio molto vasto. Gli interventi di Mengarelli si concentrarono nella necropoli della Banditaccia, dove furono scoperte centinaia di sepolcri con i relativi corredi funerari.

L’area del “Vecchio Recinto” fu oggetto di sterri che misero in luce i tumuli, tombe monumentali derivate da modelli vicino-orientali e anatolici che contenevano più camere funerarie al loro interno.

Cerveteri, Necropoli della Banditaccia, Scavi Mengarelli (1908-1934), Archivio fotografico ETRU, inv. 6077

Cerveteri, Necropoli della Banditaccia, Scavi Mengarelli (1908-1934), Archivio fotografico ETRU, inv. 6077

Oltre a scavare in maniera estensiva, Mengarelli effettuò studi topografici e approntò una serie di interventi volti ad aprire l’area al pubblico, trasformando progressivamente l’antica necropoli in un sito archeologico, oggi nella lista del Patrimonio mondiale UNESCO. Le antiche strutture vennero restaurate, in parte ricostruite, e l’area fu recintata.

Vennero realizzati percorsi di visita e fu introdotta una diversa vegetazione - pini, cipressi, fiori e arbusti - che modificò il paesaggio naturale della maremma etrusca, fatto di pascoli e campi di maggese. Una nuova via d’accesso al recinto monumentale, la cosiddetta “Autostrada”, consentiva ai visitatori di giungere nella necropoli senza passare per l’abitato antico, situato sul pianoro dei Vignali.

L’idea di tutelare, conservare e rendere fruibili le aree di scavo archeologico fu alla base della politica culturale che caratterizzò il periodo successivo all'Unità d'Italia e che trovò attuazione tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del XX sec., anche in altri siti quali, per esempio, i Fori Romani e  Ostia antica.

Cerveteri, Necropoli della Banditaccia, Scavi Mengarelli (1908-1934), Archivio fotografico ETRU, invv. 6430, 2643, 2924, 2926, 2931.
Raniero Mengarelli, Archivio fotografico ETRU, inv. 6437.

 

Condividi su
facebook twitter
let's talk

Dialoga con il museo

Scrivici o seguici
facebook
instagram
twitter
youtube

Seguici sui social

newsletter

Iscriviti per sapere tutto sulle nostre attività

contattaci

Scrivici e contattaci.
Guarda chi siamo e di cosa ci occupiamo