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EMICICLO

Approfondimenti del Percorso multisensoriale


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APPROFONDIMENTO

Villa Giulia, Sala dei Sette colli

Villa Giulia, Sala dei Sette colli

Villa Giulia fu fatta edificare da papa Giulio III, Giovanni Maria Ciocchi del Monte, tra il 1550 e il 1555, ed è uno splendido esempio di villa rinascimentale. Alla sua progettazione parteciparono i più grandi artisti dell'epoca: Jacopo Barozzi da Vignola e Bartolomeo Ammannati, forse con il contributo anche di Michelangelo Buonarroti e Giorgio Vasari. L'apparato decorativo fu affidato invece al pittore bolognese Prospero Fontana, che si avvalse di un nutrito gruppo di collaboratori. 
 

 

La villa non era una residenza ordinaria: accoglieva una ricca collezione di statue ed era stata pensata come luogo di riposo e rigenerazione, per rilassarsi immersi nell’arte e nella natura.  La villa era circondata da un grande parco con migliaia di alberi e piante, dove si potevano trovare boschi di lauri, aranceti, vigneti e molto altro. Di quel parco oggi non rimane quasi nulla, ma gli affreschi dell'emiciclo ce ne restituiscono la memoria.

Villa Giulia, emicilo

Villa Giulia, emicilo

Il lungo emiciclo porticato segue il caratteristico andamento semicircolare della Villa ed è uno spazio di passaggio tra gli ambienti al chiuso e i giardini all’aperto. Le pareti e la volta sono state affrescate da una equipe di pittori guidati da Prospero Fontana: partendo dalle pareti, all’interno di edicole e tra decorazioni a grottesche, sono rappresentati una serie di divinità della mitologia classica. Sulla volta la decorazione è divisa da archi in tanti settori. Ogni porzione è caratterizzata da una pianta: si susseguono i gelsomini, le rose e la vite. Tra i tralicci e i rami delle piante, si affacciano amorini e satiri (mitologici abitanti della natura), ma anche tanti uccelli, come il pavone, il pappagallo, la civetta, il gabbiano intento a mangiare un pesce, la cicogna e i germani reali. Questi animali insieme alle piante fiorite e ai grappoli d’uva rappresentano la natura rigogliosa e fertile, come quella che un tempo doveva circondare la Villa. 

Percorriamo insieme l’emiciclo e tocchiamo gli elementi vegetali e animali che ci circondano.

Affreschi con amorini tra le rose

Affreschi con amorini tra le rose

Le piante di gelsomino, le rose e la vite che dominano la volta dell'emiciclo evocano un luogo paradisiaco, e allo stesso tempo richiamano significati precisi: il gelsomino, che troviamo al centro e alle estremità dell’emiciclo, era molto diffuso in Toscana, la terra d'origine della famiglia di Giulio III. I suoi fiori sono bianchi e candidi e per questo è simbolo di purezza. 
La seconda pianta è la rosa. Ce ne sono sia bianche che rosse. Questa scelta non è casuale, ma rievoca un mito antico molto conosciuto: quello della dea Venere e del suo amato Adone.

Un giorno, per correre in suo aiuto, si punse con le spine di una rosa — in origine tutta bianca. Il suo sangue la tinse di rosso ed è per questo che le rose rosse rappresentano l’amore. Per tradizione, la rosa è simbolo anche della primavera e dei giardini.

Affresco con pappagallo tra grappoli d'uva

Affresco con pappagallo tra grappoli d'uva

La terza pianta è la vite. La troviamo al centro di ciascun braccio dell'emiciclo. Tra i suoi rami, ricchi di grappoli d’uva, si arrampicano dei satiri, mitologici compagni di Dioniso. L'uva e il vino sono tra i più antichi simboli di prosperità e fertilità. Tre vigneti erano presenti anche negli ampi terreni di Villa Giulia.
Queste tre piante allegoriche acquistano maggiore rilievo se considerate non solo singolarmente ma nel loro complesso, come parti di un ideale luogo rigenerativo.  

La volta è arricchita anche da un nutrito numero di uccelli che popolano il pergolato: oltre a quelli già citati si riconoscono anche la colomba, la rondine, l’aquila, il fagiano, l’upupa, il gufo, l’airone, il gallo e molti altri ancora. È probabile che un tempo alcuni di questi uccelli si potessero ammirare anche dal vivo poiché nei giardini della villa si trovavano due voliere.
Tutti questi uccelli, insieme alle piante fiorite e ricche di frutti, ci restituiscono un'immagine precisa: quella di una natura viva, abbondante e rigogliosa, la stessa che si poteva ammirare nella splendida villa destinata al riposo e alla rigenerazione di Giulio III e dei suoi ospiti.

Affresco con Diana fra grottesche

Affresco con Diana fra grottesche

Oltre la volta, anche le pareti dell’emiciclo sono tutte decorate, in uno stile particolare che a quel tempo era molto di moda: si chiama grottesca e presenta un intreccio di piante fantasiose, figure umane fantastiche e animali bizzarri. Le pitture a grottesca nacquero nel Rinascimento e si ispiravano alle decorazioni dell’antico palazzo dell’imperatore Nerone, la Domus Aurea: quando venne riscoperta, vi si poteva entrare solamente dall’alto, come in una grotta sotterranea. Gli artisti rimasero così affascinati dalle sue pitture, dette appunto grottesche, che cominciarono a imitarle e ad usarle per decorare ville e palazzi signorili.

Qui a Villa Giulia le grottesche hanno fondi rossi e gialli, vivaci e luminosi. Tra i suoi motivi fantastici appaiono molte divinità della mitologia classica, ma non solo. All’interno di edicole sono raffigurati, entrando nell’emiciclo sul lato destro: Marte, Mercurio, la Fortuna, la Prudenza, Apollo e Dioniso. Sul lato opposto: Nettuno, Venere, Giove, Saturno con Giove bambino in braccio, Diana e infine Bacco. Ogni figura ha un significato preciso in relazione al papa e alla sua Villa. In particolare la Prudenza – virtù prediletta da Giulio III - e la Fortuna alludono all’emblema del papa, in cui è raffigurata la virtù che acciuffa la Fortuna: indica come l’agire prudente favorisca le occasioni fortunate.

Dal lato opposto Venere simboleggia i giardini mentre Diana, dea vergine, allude all’antico acquedotto dell’Acqua Vergine che in origine alimentava i giardini e le fontane della Villa. 

L'emiciclo di Villa Giulia non è solo uno spazio di passaggio. È un giardino scomparso, ancora vivo nei colori del Cinquecento. È un paradiso dipinto, immaginato da Papa Giulio III e realizzato dai più grandi artisti del suo tempo. Annusate i profumi del gelsomino e delle rose. Rigeneratevi immaginando di essere circondati dalla bellezza del giardino e della villa.

Buona visita!

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