Affresco con Diana fra grottesche
Oltre la volta, anche le pareti dell’emiciclo sono tutte decorate, in uno stile particolare che a quel tempo era molto di moda: si chiama grottesca e presenta un intreccio di piante fantasiose, figure umane fantastiche e animali bizzarri. Le pitture a grottesca nacquero nel Rinascimento e si ispiravano alle decorazioni dell’antico palazzo dell’imperatore Nerone, la Domus Aurea: quando venne riscoperta, vi si poteva entrare solamente dall’alto, come in una grotta sotterranea. Gli artisti rimasero così affascinati dalle sue pitture, dette appunto grottesche, che cominciarono a imitarle e ad usarle per decorare ville e palazzi signorili.
Qui a Villa Giulia le grottesche hanno fondi rossi e gialli, vivaci e luminosi. Tra i suoi motivi fantastici appaiono molte divinità della mitologia classica, ma non solo. All’interno di edicole sono raffigurati, entrando nell’emiciclo sul lato destro: Marte, Mercurio, la Fortuna, la Prudenza, Apollo e Dioniso. Sul lato opposto: Nettuno, Venere, Giove, Saturno con Giove bambino in braccio, Diana e infine Bacco. Ogni figura ha un significato preciso in relazione al papa e alla sua Villa. In particolare la Prudenza – virtù prediletta da Giulio III - e la Fortuna alludono all’emblema del papa, in cui è raffigurata la virtù che acciuffa la Fortuna: indica come l’agire prudente favorisca le occasioni fortunate.