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PEDIMENT OF TEMPLE A AT PYRGI

Multisensory itinerary


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Pyrgi era il porto dell’antica città etrusca di Caere, l’attuale Cerveteri. Si affacciava sul Mar Tirreno (nei pressi dell’odierna Santa Severa), a circa cinquanta chilometri a nord di Roma: tra il VI e il V secolo a.C. rappresentò uno dei principali luoghi di incontro tra persone e di scambio di merci, idee e culture provenienti da tutto il Mediterraneo.

Pyrgi aerial view

Pyrgi aerial view

I risultati di anni di scavi hanno dimostrato che il santuario di Pyrgi, con i suoi due templi monumentali affiancati e la sua vasta estensione, è stato tra i più importanti del Lazio antico.

I due templi erano orientati verso sud-ovest e affacciati sul mare su un enorme terrapieno artificiale. Il più antico dei due (detto Tempio B), è quello dedicato a Uni e risale al 500 a.C. circa: era circondato da colonne e presentava una pianta ad una sola cella con un ampio spazio interno probabilmente rivestito di blocchi di tufo. Il Tempio A, il più grande dei due, dedicato a Thesan, si data tra il 480 e il 470 a.C. e ha una pianta tipicamente tuscanica, con tre celle e un profondo portico frontale.

Frontone del Tempio A di Pyrgi

Frontone del Tempio A di Pyrgi

In museo è esposto l’altorilievo che decorava la facciata posteriore del Tempio A: si tratta di una lastra in terracotta che rivestiva la testata della trave di colmo del tetto per proteggerla dalle intemperie. Le figure - alcune rese quasi a tutto tondo, altre più schiacciate - sono leggermente più piccole del naturale ed erano pensate per essere visibili da lontano grazie alla forza dei gesti, alla profondità dei volumi e all’uso del colore, di cui rimangono tracce visibili. Entro uno spazio architettonico rigoroso, sono rappresentate due scene che mostrano l’influenza della cultura figurativa greca, reinterpretata secondo il gusto e le tecniche etrusche.

 

Tideo addenta la testa di Melanippo

Tideo addenta la testa di Melanippo

Il soggetto è tratto dal ciclo dei Sette contro Tebe, una delle narrazioni più cruenti e tragiche della mitologia greca. 
La scena al centro in basso raffigura l'episodio di Tideo e Melanippo: Tideo, uno dei sette eroi chiamati a conquistare la citta di Tebe, era stato gravemente ferito in battaglia dal tebano Melanippo, ma, con le ultime forze era riuscito ad uccidere l’avversario, e preso dall’ira ne addentò la testa in un gesto di ferocia primordiale.

Alla loro sinistra appare in piedi Atena, accorsa per offrire a Tideo il dono dell'immortalità: tuttavia la dea, inorridita da quella scena, negò il dono al guerriero che morirà come un mortale qualunque. 

Zeus fulmina Capaneo

Zeus fulmina Capaneo

Accanto a questa scena compare un secondo episodio, in cui è rappresentato Capaneo mentre tenta di conquistare Tebe, scalando le mura della città e sfidando apertamente il potere degli dèi. Secondo il racconto mitico l’eroe afferma che neppure Zeus potrà fermarlo e per questo il dio (al centro dell’altorilievo) lo colpisce con un fulmine.

Come Tideo perde l’immortalità per eccesso di ferocia, così Capaneo viene punito da Zeus per la sua arroganza.

Osservando oggi questa lastra ed esplorandone i volumi possiamo ancora percepire la scena altamente dinamica ed espressiva, una decorazione che dall’alto del tempio fungeva da ammonimento per coloro che frequentavano il santuario.

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