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Etru a Casa - Throwback Thursday

Una foto del Porto di Civitavecchia

7 Maggio 2020

di Alessia Argento

Nell’archivio fotografico di Villa Giulia è conservata un’antica lastra di vetro, priva di data e di altro tipo di indicazione, che non documenta uno scavo o un reperto archeologico, ma mostra il porto di Civitavecchia, ripreso probabilmente da una finestra, nel pieno della sua attività marittima commerciale. Un'immagine che ci offre lo spunto per rievocare la storia e l'identità del nostro museo.

Porto di Civitavecchia. Archivio Fotografico di Villa Giulia, inv. 3439

Porto di Civitavecchia. Archivio Fotografico di Villa Giulia, inv. 3439

Durante il terzo governo Giolitti (1906-1911), sotto la guida del Ministro della Pubblica Istruzione, Luigi Rava, e dell’alto funzionario Corrado Ricci, si portò avanti una profonda riforma dell’amministrazione preposta alle antichità e alle belle arti e all’elaborazione di una nuova normativa di tutela.

Nel 1907 venne promulgata le legge sulle “Soprintendenze sugli scavi e i musei”, con la quale nacque la Soprintendenza di Roma e provincia, da cui il Museo di Villa Giulia inizialmente dipendeva.

Nel 1909, in seguito a una serie di ulteriori interventi legislativi, il Museo, diretto da Giuseppe Angelo Colini, divenne sede autonoma della “Direzione degli Scavi per i mandamenti di Civitavecchia e Tolfa” e assunse la competenza anche sugli scavi della provincia dell’Aquila, dell’Etruria suburbana e della fascia dell’Umbria alla sinistra del Tevere.
Potremmo immaginare che la nostra fotografia sia stata realizzata in quell’anno, dall’allora direttore dell’Ufficio Scavi di Civitavecchia e Tolfa, Raniero Mengarelli, durante un suo soggiorno di lavoro.

Nel 1912 verranno assegnate a Villa Giulia anche le zone di Viterbo e Corneto-Tarquinia, prima di pertinenza del Museo archeologico di Firenze, e tutti i materiali provenienti dalle indagini archeologiche effettuate in quelle aree saranno trasferiti nella sede museale.
Definiti i limiti territoriali entro i quali l’Istituto poteva esercitare la tutela archeologica e con la nomina di nuovo personale scientifico (Giulio Quirino Giglioli, Alessandro Della Seta, Ettore Gabrici), verranno riprese o avviate le grandi campagne di scavo - a Cerveteri e a Veio - che cambieranno il volto del Museo, accentuandone la connotazione etrusca.

 

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