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CISTA FICORONI

Multisensory itinerary


Video guide (IT) - Audio description (IT) - Textual insight (EN)

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Cista Ficoroni

Cista Ficoroni

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È chiusa da un coperchio, leggermente bombato caratterizzato da tre statuette fuse in bronzo: al centro Dioniso, dio del vino, sorretto ai lati da due satiri, creature mitologiche seguaci del dio, che apre le braccia appoggiandosi sulle loro spalle. Le braccia stese dei personaggi avevano la funzione di presa del coperchio. 

Ai piedi delle tre figure sono incise due frasi in latino arcaico: 

“NOVIOS.PLAVTIOS.MED.ROMAI.FECID/DINDIA.MACOLNIA.FILEAI.DEDIT” 
(Novio Plautio mi fece a Roma /Dindia Macolnia mi diede alla figlia)

Conosciamo quindi il nome dell’artigiano che realizzò la cista, Novio Plautio, probabilmente legato all’ambiente culturale dell’Italia centrale e attivo a Roma, insieme al nome della committente: Dindia Macolnia, appartenente a una nobile famiglia di Praeneste, che donò la cista alla figlia, forse in occasione del suo matrimonio. Parte della fama della Cista si deve proprio a questa iscrizione poiché per la prima volta compare il toponimo Roma su di un oggetto di uso quotidiano.

Tutto il corpo della Cista è decorato con raffinate incisioni che rimandano nello stile alla contemporanea arte greca.

Polluce lega a un albero Amico, re dei Bebrici

Polluce lega a un albero Amico, re dei Bebrici

Nella fascia centrale del contenitore è rappresentato un episodio della saga degli Argonauti, mitici eroi che salparono con la nave Argo alla ricerca del Vello d’Oro: l’incontro con Amico, re dei Bebrici. Questo re non accoglieva gli stranieri che approdavano sulla sua isola per rifornirsi d’acqua, ma li sfidava al pugilato e condannava a morte gli sconfitti. Gli Argonauti, giunti sull’isola, si affidarono a Polluce, figlio di Zeus, campione di pugilato il quale riuscì per primo a sconfiggere il re Amico.
La scena principale mostra il momento successivo alla vittoria: Amico è raffigurato in piedi con le mani dietro la schiena mentre Polluce lo sta legando al tronco di un albero. Accanto ai due, compare Atena, dea della sapienza, e sopra di loro vola una Vittoria alata che porta una corona per celebrare il successo di Polluce.

Ai lati di questa scena sono rappresentati la nave Argo ormeggiata e diversi Argonauti che si dedicano all’approvvigionamento dell’acqua, bevono e riposano, mentre uno di loro si allena con un sacco da pugilato appeso a un albero. Accanto a lui siede un vecchio sileno, creatura legata al mondo di Dioniso, che imita ironicamente i movimenti dell’atleta e si colpisce il ventre con fare scherzoso. 

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