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Materiali ludico-didattici


Vestiamo il guerriero falisco

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Osserva attentamente il disegno e indovina i nomi degli elementi che compongono l'abbigliamento del guerriero falisco!

Controlla le soluzioni!.

Lo sapevi che…
…i guerrieri etruschi e falisci indossavano abiti e armi che li distinguevano dai Greci e dagli altri popoli italici? 
Possiamo ricostruire l’abbigliamento e l’equipaggiamento dei guerrieri etruschi dalle pitture delle tombe, dalle statue e dagli elementi di corredo (armi, corazze, elmi, carri) deposti insieme al defunto.
Gli uomini erano soliti indossare il perizoma, al di sopra del quale portavano una corta tunica, il chitone, e la tebenna, una mantella in lana o in lino (a seconda della stagione), dal taglio arrotondato, che copriva le spalle. 
I tessuti erano molto curati nei dettagli e potevano essere colorati o bianchi. Uomini e donne amavano indossare gioielli, sandali, scarpe di varia foggia, cappelli e portavano acconciature ricercate. 
Spesso la tunica veniva stretta in vita con una cintura, rifinita con delle bordure, cioè degli orli colorati e intrecciati in modo da creare motivi decorativi. Per fermare le vesti in vita o sulle spalle si usavano le fibule, oggetti simili alle spille moderne. 
A Narce, antica città situata vicino a Roma e abitata dai Falisci, fu sepolto un uomo, probabilmente un guerriero, con alcune armi: una spada con fodero; due lance; il pilos, tipico elmo a calotta che poteva essere in cuoio rinforzato o in metallo, fondamentale per proteggersi negli scontri. Nella tomba si trovava anche un oggetto tipicamente maschile: il rasoio. Era in bronzo, a forma di mezza luna e serviva per la cura della barba e della capigliatura. 

costruiamo un pop-up etrusco

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Hai mai costruito un piccolo libro pop-up?
Leggi le istruzioni, scarica e stampa la base e i materiali e realizza un piccolo paesaggio etrusco da tenere in libreria!

Lo sapevi che...
...le città etrusche sorgevano su pianori, intorno ai quali si distribuivano le necropoli, antichi cimiteri organizzati in maniera ordinata, con strade e tombe di vario tipo (a tumulo, a dado, a forma di casa).

Cerveteri è una delle necropoli etrusche più famose ed estese, caratteristica per i tumuli, grandi tombe monumentali, simili a piccole colline. All’interno dei tumuli erano scavate le camere, dove venivano deposti i defunti e alle quali si accedeva tramite corridoi. Le camere riproducevano l’architettura della casa e contenevano oggetti di corredo, utilizzati in vita dal defunto e deposti dai parenti per assicurargli la vita anche nell’aldilà.

A Tarquinia, la maggior parte delle tombe era dipinta al suo interno con colori vivi e brillanti. Vi erano rappresentati momenti della vita quotidiana, come il banchetto, le gare atletiche, ma anche soggetti di varia natura: piante, animali, suonatori e danzatori. Attraverso questi dipinti, che celebravano la vita, abbiamo potuto conoscere molti aspetti della cultura etrusca.

Nel Museo di Villa Giulia è riprodotto l’interno di un tumulo di Cerveteri ed è stata ricostruita una tomba di Tarquinia, con le pareti affrescate originali!

l‘abbigliamento della Principessa falisca

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Osserva attentamente il disegno e indovina i nomi degli elementi che compongono l'abbigliamento di una principessa falisca!

Controlla le soluzioni e scopri di più.

Lo sapevi che…
…la moda degli Etruschi e dei loro “cugini” Falisci si differenziava dai costumi austeri dei Greci e ha ispirato l’abbigliamento dei Romani?
Se osserviamo le pitture delle tombe etrusche, possiamo notare che l’abbigliamento è colorato e vivace. Le vesti hanno tessuti fantasia oppure bianchi, ma sempre eleganti e curatissimi nei dettagli. Uomini e donne indossavano mantelli dai tagli arrotondati, scarpe a punta, preziosi e stravaganti gioielli.
A Narce, antica città situata vicino a Roma e abitata dal popolo falisco, fu sepolta una donna, forse una principessa, insieme a questi oggetti meravigliosi e ai simboli che ci rivelano le attività che svolgeva per la famiglia e il ruolo che rivestiva all’interno della società falisca.

Ercole e il Leone di Nemea. Il Kamishibai.

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Ascolta il kamishibai che racconta lo scontro tra Ercole e il leone di Nemea.

Lo sapevi che...
...nel nostro Museo le famose fatiche di Ercole sono rappresentate in molte opere esposte?
La statua in terracotta di Ercole con indosso la pelle del leone di Nemea, ritrovata nel Santuario di Portonaccio, a Veio, è sicuramente la più famosa... ma le fatiche dell'eroe sono raffigurate anche su molti vasi.

Il Museo a breve aprirà di nuovo le sue porte e tu potrai ammirare le opere da vicino!

Costruiamo insieme una lira

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Segui le istruzioni e costruisci anche tu una lira!

Lo sapevi che…
…il 23 maggio è la Giornata mondiale delle tartarughe?
Questi simpatici animali sono da sempre considerati speciali e oggi appartengono a specie protetta. Le tartarughe sono lente e tenaci, capaci di adattarsi a tutte le situazioni e certamente non è un caso che siano tra i più antichi esseri viventi sulla Terra. Il carapace, la corazza che le protegge, e la longevità le hanno rese simbolo di saggezza fin dai tempi antichi.
I Greci e gli Etruschi usavano il carapace per realizzare la cassa armonica della lira, uno strumento musicale a corde simile alla chitarra. Al carapace si attaccavano due bracci verticali, costituiti spesso da corna d’ariete e uniti da una traversa. Le corde, ricavate dai nervi di pecore o di buoi, venivano poi tese tra la cassa armonica e la traversa. Il loro numero variava da 3 fino a 12, a seconda dei modelli, e si suonavano con un plettro realizzato in avorio.
Nella mitologia greca, la tartaruga è associata a Hermes, il messaggero degli dei. Egli, per primo, costruì una lira usando il carapace di una tartaruga e ne fece dono al dio Apollo e questi al figlio Orfeo. La loro musica era così dolce e soave che incantava il mondo, portando gioia e sollievo.

Ecco perché in alcuni vasi conservati nel nostro Museo troverai raffigurate queste divinità che suonano la lira!

Imitiamo la ceramica di impasto di Narce

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Oggi ti proponiamo di creare un impasto e modellare un oggetto come facevano gli abitanti di Narce.

Lo sapevi che...
...l’antica città di Narce sorgeva non lontano da Roma? Era uno dei centri più importanti del territorio occupato dai Falisci, un popolo che aveva rapporti commerciali e culturali con gli Etruschi.
Gli archeologi hanno scoperto i primi resti di Narce 130 anni fa, riportando alla luce molti oggetti, oggi custoditi nel Museo di Villa Giulia. Tra questi, vi sono alcuni vasi, tipici della cultura falisca, realizzati con un impasto marrone o scuro e decorati con animali realizzati a incisione e motivi geometrici: pesci, cavalli, cervi, aironi.

Segui le istruzioni e prova a realizzare insieme a noi una ciotola di tipo falisco con l’antica tecnica del colombino!

giochiamo con la fotografia

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Gioca e scopri di più del nostro Archivio Fotografico!

Lo sapevi che...
...nell’archivio fotografico di Villa Giulia si conservano le immagini di scavi archeologici e dei reperti custoditi nel Museo?
Dentro grandi armadi, le immagini sono ordinate in scatole e cassetti secondo criteri che si basano sul luogo e sul tempo. Con il progredire della tecnologia, gli strumenti e i metodi per fotografare si sono evoluti. Così, l’archivio, oltre ad essere un posto dove si conserva la documentazione archeologica, si rivela utile per comprendere la storia della fotografia.

Per scoprire le soluzioni e saperne di più clicca qui.

realizziamo un quadro ispirato al simposio

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Segui le istruzioni e realizza anche tu un quadro ispirato al Simposio.
Scarica e stampa le foglie d'edera e decora la cornice del tuo quadro.

Lo sapevi che...
...durante il simposio si celebrava il dio del vino, Dioniso? I partecipanti alla cerimonia stavano insieme, bevendo, parlando, ascoltando musica e recitando versi.
Nell’ambito del simposio, alcuni vasi erano destinati a conservare il vino (anfora), altri a prepararlo (cratere), altri ancora a versarlo (oinochoe) e a berlo (kylix, kantharos).

Gioca e scopri i segreti del vino etrusco

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Due nuovi giochi enigmistici per scoprire i segreti del vino etrusco e gli strumenti usati per servirlo e consumarlo!

Scarica i giochi e verifica le soluzioni.

Lo sapevi che...
...gli Etruschi amavano molto bere il vino durante i loro banchetti?
Mescolavano il vino ad altri ingredienti, ricavandone una bevanda che in noi moderni desta qualche perplessità!

Costruisci una scatola delle meraviglie

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Scopri chi era Athanasius Kircher e la sua collezione.

Segui le istruzioni, scarica e ritaglia gli oggetti che più ti sorprendono e costruisci anche tu una "Camera delle Meraviglie"!

Lo sapevi che...
...nel 1634, quasi 400 anni fa, giunse a Roma dalla Germania un personaggio molto singolare che si chiamava Athanasius Kircher? Faceva parte di un ordine religioso, la Compagnia di Gesù, formato da missionari che viaggiavano in tutto il mondo.
Essendo un uomo curioso, collezionava oggetti d’ogni genere che i suoi confratelli gli inviavano dalle località più remote. Fu così che Athanasius mise insieme antichità di diversa provenienza (egizie, greche, fenicie ed etrusche) e raccolse oggetti naturali che destavano in lui meraviglia, come minerali, rocce, cristalli e fossili; ma anche piante e animali che conservava imbalsamati.
Fu così che nel 1651 nel Palazzo del Collegio Romano (sede dei Gesuiti) realizzò, con tutti gli oggetti insoliti che aveva raccolto, il “Museo delle meraviglie”, ricordato da molti come Wunderkammer, che in tedesco vuol dire “Camera delle Meraviglie”.
Dopo la sua morte e la chiusura della Compagnia di Gesù, gli oggetti della sua collezione furono esposti in diversi musei. I reperti etruschi e italici, per lo più opere in bronzo, divennero parte del Museo di Villa Giulia, dove sono esposti ancora oggi.

Lo sai che una parte della collezione di Athanasius Kircher e’ conservata in una scuola? Clicca qui per visitarla on-line!

Le Associazioni

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Nel nostro Museo ci sono moltissimi oggetti antichi, ma quante volte di fronte a un reperto archeologico ti sei chiesto “A cosa serviva?

Per rispondere a questa domanda, ti proponiamo un gioco: abbina, in base alla loro funzione, gli oggetti antichi - indicati dalle lettere da A a L - agli oggetti di oggi, indicati dai numeri da 1 a 10.

Riesci a trovare tutte le associazioni? Mettiti alla prova!

Verifica qui le soluzioni e scopri di più sull'uso degli oggetti antichi.

 

Ulisse e Polifemo: il kamishibai

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Guarda e ascolta la storia di Ulisse e Polifemo con il kamishibai, teatrino giapponese in legno, nel quale scorreranno le immagini di questo affascinante mito.

Lo sapevi che…
…nel nostro Museo puoi trovare il mito di Ulisse e Polifemo, raccontato da Omero nel IX libro dell’Odissea raffigurato su alcuni vasi?

Su un’hydria, un vaso per contenere l’acqua, rinvenuta in una tomba di Cerveteri, si può ammirare la scena dell’accecamento di Polifemo.

Su un’altra hydria sono dipinti la scena di Polifemo che beve il vino offerto da Ulisse e il momento della fuga di Ulisse e dei suoi compagni dalla grotta del gigante, nascosti sotto il suo gregge.

Quando il museo riaprirà, vieni a trovarci e cerca i due vasi: uno si trova tra gli oggetti provenienti da Cerveteri (sala 11) e l'altro nell'Emiciclo al primo piano (sala 23).

Nel Museo ci sono anche altri due vasi, due coppe, con la scena della fuga di Ulisse. Ti sfidiamo a cercare tra le nostre vetrine: sei pronto?

colora i piatti mandala

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Scarica e colora i piatti mandala!

Lo sapevi che…
…il piatto di Capena appartiene alla famiglia dei pocola, una ceramica prodotta nel Lazio nella prima metà del III secolo a.C., dipinta su uno sfondo nero. Raffigura, nel tondo centrale, una coppia di elefanti in marcia guidati da due uomini, i quali richiamano alla memoria un evento storico importante: il trionfo dei Romani contro l’esercito del re dell'Epiro Pirro dopo la battaglia di Malevento in Campania, nel 275 a.C. L’esercito di Pirro comprendeva ventimila uomini e 20 elefanti asiatici, impiegati come macchine da guerra contro i romani. Dopo la vittoria dell’esercito romano, alcuni elefanti furono catturati come bottino e fatti sfilare in processione per festeggiare il trionfo militare.

…il piatto ad aironi appartiene a un gruppo di ceramiche etrusche del VII secolo a.C., che erano decorate con motivi di linee e uccelli acquatici stilizzati con una vernice dai toni che vanno dal rosso all’arancione, ad imitazione della ceramica greca di stile geometrico. Lungo il bordo del piatto, in alto, si trovano due piccoli fori dentro cui passava uno spago che serviva ad appendere il piatto alla parete della casa o della tomba. Il piatto fa parte della famosa collezione della famiglia Castellani acquistata dal Museo nel 1919.

Realizziamo un gioiello della Collezione Castellani

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Realizziamo insieme un antico gioiello che si indossava sul petto, prendendo spunto dal pettorale della Collezione Castellani, proveniente dalla principesca Tomba Galeassi di Palestrina del VII sec. a.C.

Scarica le istruzioni per realizzare il tuo gioiello.

Lo sapevi che…
…i Castellani erano una famosa famiglia di orafi e antiquari romani? Alla fine dell’Ottocento avevano raccolto una collezione di oltre seimila oggetti antichi, che comprendeva anche gioielli etruschi, romani e longobardi. Il loro studio si trovava nei pressi di Fontana di Trevi, nel centro di Roma! 
Come orafi, hanno inventato i gioielli archeologici, ispirandosi ai monili antichi, che erano indossati dalle donne più ricche d’Europa. La loro collezione è stata donata allo Stato italiano nel 1919 ed è esposta nel nostro Museo.

Giochi enigmistici etruschi

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Due nuovi giochi enigmistici per scoprire il lavoro delle nostre restauratrici!

Scarica i giochi: scopri su che cosa hanno lavorato di recente e le parole che usano.
Scarica le soluzioni e gli approfondimenti.

Lo sapevi che...
...nel Museo di Villa Giulia lavorano due restauratrici? Si occupano di​ conservare e restaurare tutte le opere che sono nelle vetrine e nei depositi per farle durare più a lungo nel tempo.

Mettiamo in scena il mito dei pirati tirreni

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Costruiamo insieme un teatrino di carta e mettiamo in scena il mito dei Pirati Tirreni!

Scarica le istruzioni per costruire il teatrino.
Scarica e stampa l'immagine del fronte scenico e della nave dei pirati. Leggi il testo del mito.

Lo sapevi che…
…gli Etruschi erano conosciuti dai Greci con il nome di Tirreni ed erano considerati dominatori dei mari e temibili pirati, tanto da essere entrati persino nel mito?
Nel settimo inno omerico si racconta che Dioniso, che insegnò agli umani i metodi per la coltivazione delle viti e la produzione del vino, un giorno volle prendere l’aspetto di un giovane e ricco uomo. Mentre stava su una spiaggia venne catturato da un gruppo di pirati Tirreni che passava di lì. Portato a bordo, fu legato all’albero maestro dai naviganti, intenzionati a farlo prigioniero e a chiedere un riscatto per la sua liberazione. Dioniso, furioso, volle allora mostrarsi in tutta la sua potenza divina: inondò la nave di vino, trasformò le vele in viti, i remi in serpenti e assunse le sembianze di un leone, terrorizzando i pirati che cercarono scampo gettandosi in mare. Nel momento in cui si tuffarono, i pirati furono però tramutati in delfini. Si salvò dalla punizione soltanto il timoniere, che aveva capito che il prigioniero poteva essere un dio.
E’ per via di questo mito che su alcuni vasi e tombe dipinte di Tarquinia sono raffigurati i delfini, che rievocano Dioniso e il mito dei pirati Tirreni.

Se vuoi conoscere le rotte navali dei Tirreni/Etruschi, scorri la pagina e scoprile nella mappa del Mediterraneo.

Giochi etruschi per la Pasqua!

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Per queste festività abbiamo pensato di farvi giocare con le uova!

Scarica e costruisci il tuo puzzle dell'uovo di struzzo
Scarica la ricetta e cucina un piatto etrusco

Lo sapevi che...
…in alcune tombe etrusche sono state trovate delle uova di struzzo?
I Fenici, popolo di esperti navigatori e commercianti, le trasportarono dalla valle del Nilo, in Egitto, dove venivano lavorate, fino in Etruria. Ne sono stati trovati venti esemplari, in tombe di altissimo prestigio.
Venivano svuotate, praticando sul fondo un piccolissimo foro che permetteva la fuoriuscita del liquido interno, e lasciate intere oppure tagliate in forma di coppa. La superficie era poi trattata e dipinta con colori naturali.

Perché un uovo di struzzo in una tomba etrusca?
L’uso di offrire uova di struzzo nelle tombe o nei santuari risale al mondo egizio e mesopotamico ed era collegato simbolicamente alla rinascita e alla vita dopo la morte. Presso gli Etruschi tale pratica era nota nel VII sec. a.C. e aveva lo stesso significato.

Gli Etruschi e il Mediterraneo

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Gioca e scopri le rotte di navigazione degli Etruschi nel Mediterraneo, segui le indicazioni e realizza la tua mappa!

Scarica e stampa la pianta del Mediterraneo
Scarica e stampa la scheda con i reperti

Lo sapevi che...
...il mondo antico era molto più “globalizzato” di quanto immaginiamo?
I Fenici, che abitavano nell’attuale Libano, e i Greci viaggiavano di frequente verso occidente, fino all’Italia meridionale e alle isole, alla ricerca di risorse agricole e metalliche. Gli Etruschi, grandi navigatori e commercianti, si spingevano sia verso oriente sia verso la Francia e la Spagna ed erano anche pirati. I Greci li chiamavano “Tirreni” e con quel nome ancora oggi conosciamo quel tratto di mare che era sotto il loro controllo.
I rapporti commerciali fra gli Etruschi e i mercanti fenici e greci erano molto vivaci. Nelle tombe etrusche sono stati trovati moltissimi oggetti che ci fanno capire cosa commerciassero: olio, vino, vasi in ceramica, unguenti, spezie, metalli e preziosi oggetti di lusso provenienti dall’oriente, dall’Egitto e dalla Grecia, che gli aristocratici amavano esibire.
La civiltà etrusca fu molto influenzata da queste culture straniere, tanto che il periodo che va dall’VIII agli inizi del VI secolo a.C. è definito dagli studiosi “Orientalizzante”. Gli Etruschi esportavano il bucchero (la ceramica nazionale) e il vino che veniva trasportato dentro le anfore, robusti contenitori che sono stati ritrovati anche nei relitti, sui fondali marini. Gli scambi avvenivano negli empori, centri situati sulla costa, dove i mercanti stranieri potevano sostare. Tra questi uno dei più importanti era Pyrgi, porto di Caere (Cerveteri).

Se sei curioso e vuoi saperne di più su questo importante porto, scorri la pagina: troverai le istruzioni per realizzare il Diorama del Santuario di Pyrgi.

 

Giochi enigmistici etruschi

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Due nuovi giochi enigmistici per divertirsi e scoprire la cultura degli Etruschi!

Scarica qui il file per giocare
Clicca qui per saperne di più

 

 

Costruiamo insieme una capanna villanoviana

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Scarica le istruzioni e costruisci anche tu una capanna di epoca villanoviana!

Lo sapevi che...
La capanna nella foto è un’urna cineraria, cioè un contenitore che custodiva le ceneri del defunto. Questa forma è tipica del periodo chiamato villanoviano, compreso tra X e VIII secolo a.C. e corrispondente alla fase più antica della civiltà etrusca.
Le urne a capanna potevano essere realizzate in bronzo o in terracotta ed erano diffuse in Etruria e nel Lazio. Rappresentavano la casa del defunto e forse anche la sua posizione sociale all’interno della comunità. Era più frequente, però, che le ceneri venissero deposte in vasi in ceramica, chiusi da una ciotola capovolta, nel caso di sepolture femminili, o da un elmo in terracotta, in quelle maschili.  
Le urne a capanna sono importanti perché, insieme ai resti archeologici, ci aiutano a capire come potesse essere strutturata questo tipo di abitazione. Sappiamo che aveva un’intelaiatura di pali e legni in cui erano inserite canne o rami ricoperti di argilla. Su uno dei lati corti si apriva l’ingresso, protetto da un piccolo portico. Il tetto era sostenuto da un trave centrale e da travetti laterali e presentava delle aperture per l’uscita del fumo del focolare. Il pavimento era in terra battuta.

 

Giochi enigmistici etruschi

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Prova a risolvere i giochi enigmistici e scopri i capolavori del nostro museo!

Scarica qui il file per giocare
Clicca qui per saperne di più

Realizziamo il diorama del Santuario di Pyrgi

Realizziamo insieme un diorama del Santuario di Pyrgi, ovvero un modello in miniatura, con i templi, il mare e le navi!

Scarica QUI le istruzioni per costruire il tuo diorama.
Stampa le piante dei templi e le navi antiche

Lo sapevi che...
Cerveteri era una delle città più importanti dell’Etruria. Sorgeva non lontano dal mare e aveva tre porti frequentati da marinai e mercanti provenienti da tutto il Mediterraneo (Greci, Fenici, Cartaginesi), per commerciare e ridistribuire merci e prodotti di lusso. Dei suoi porti, il più importante era quello di Pyrgi, riportato alla luce dagli archeologi a poca distanza dal castello di Santa Severa. Qui, in prossimità della costa, sorgeva un santuario, delimitato da un recinto e costituito da due templi eretti tra la fine del VI e gli inizi del V sec. a.C. e chiamati dagli studiosi A e B. I templi etruschi avevano una base in pietra e muri in legno e mattoni crudi. I tetti erano costruiti con travi di legno, rivestiti con tegole e coppi e decorazioni dipinte. Il frontone, la parte triangolare più alta della facciata, poteva essere decorato con statue ed altorilievi, cioè delle sculture in terracotta realizzate su un piano. Uno dei lati del tempio tempio A aveva un altorilievo in cui erano rappresentati due episodi del mito dei “Sette contro Tebe”, narrato in alcune tragedie greche. Nella parte inferiore è raffigurato lo scontro fra Tideo e Melanippo, citato nella Divina Commedia di Dante.
Al tempio B erano affisse le famose lamine d’oro di Pyrgi: scorri la pagina e scopri il gioco delle lamine d'oro!

 

Gufi, pavoni, aquile... scopri le varietà di uccelli dipinte a Villa Giulia

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Riconosci gli uccelli che popolano gli affreschi di Villa Giulia?! Prova a identificarli e poi colorali, ritagliali e appendili nella tua camera!
Scarica il file e gioca e, se ti sei divertito, clicca qui e ricomincia a giocare!

Lo sapevi che...
Cinquecento anni fa, in pieno Rinascimento, tra i nobili dell’epoca era in voga farsi costruire ville con ampi giardini ricchi di fontane e giochi d’acqua, porticati e logge decorate, luoghi ombreggiati dove ripararsi dalla calura estiva. Non mancavano alberi da frutta e voliere con uccelli provenienti, a volte, da paesi lontani. Anche il papa di quel periodo, Giulio III, volle la sua villa e il suo giardino: nacque così Villa Giulia. Il lungo porticato semicircolare, che oggi chiamiamo Emiciclo, è uno dei gioielli della villa ed è tutto affrescato. In basso sono rappresentati gli dèi dell’Olimpo e sulla volta un grande pergolato di gelsomini, rose, ma soprattutto vite: un tempo, infatti, intorno alla villa si trovava una grande vigna cui tutti potevano accedere per raccoglierne i frutti. E così anche il grande pergolato dipinto è animato da tante figure: putti, amorini e satiri, mitologici abitanti del bosco, che giocano fra loro, raccolgono l’uva matura e ne mangiano anche un po’! E inoltre uccelli d’ogni sorta, così ben fatti che a volte sembrano veri, mente volteggiano in cielo o si posano sul graticcio: sembra quasi (o forse voleva proprio essere) una grande enciclopedia degli uccelli!

Scopri l'antico alfabeto Etrusco!

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Lo sapevi che gli Etruschi avevano un loro alfabeto? Vuoi provare a scrivere come gli Etruschi?
Fai come sulle Lamine di Pyrgi: scrivi una frase o un tuo desiderio e poi riscrivilo di nuovo ma con i caratteri etruschi. Buon divertimento!

Scarica qui il file

Lo sapevi che...
Le lamine di Pyrgi sono tre lamine d’oro, alte quasi 20 cm, che riportano dei testi incisi, due in etrusco e uno in fenicio. Erano in origine affisse al tempio di Pyrgi (Santa Severa), famoso porto della città etrusca di Caere (Cerveteri). Vi è scritto che il re-tiranno di Caere, Thefarie Velianas, aveva dedicato il tempio alla divinità che gli Etruschi chiamavano “Uni” e i Fenici “Astarte”, per ringraziarla di averlo aiutato a diventare re. Il testo risale alla fine del VI sec. a.C. (510 a.C.), così come il tempio, che è stato ritrovato nel 1964, nel corso di scavi archeologici. Sai perchè sono così importanti?  Perché hanno consentito agli archeologi di comprendere meglio la scrittura e la lingua etrusca e hanno fornito notizie sul governo della città di Cerveteri, sul santuario di Pyrgi e sui rapporti tra gli Etruschi e le altre genti del Mediterraneo, che si incontravano presso il santuario per scambi e commerci di prodotti di varia natura.

Per saperne di più...

 

Duplum Molendinum

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Siedi e gioca anche tu come gli eroi dell'antichità: anche Achille e Aiace ogni tanto si prendevano una pausa!

Scarica il gioco e le sue regole

Scegli un disegno e colora!

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Scegli uno dei protagonisti del nostro museo e coloralo come più ti piace!

Divertiti con l'Apollo e l'antefissa a testa di Gorgone dal Santuario di Portonaccio di Veio, il volto di Giunone dal Santuario di Minerva di Falerii e l'Acheloo della Collezione Castellani

 

Scarica e scegli il disegno da colorare

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